Fallo, cervello ed intimità: le possibili correlazioni nella coppia che invecchia

Spogliati tutta,
mostrami serena
le rughe
le piaghe,
non temere
sono come te
ferito
spaventato dalla vita.
….e solo quando sarai nuda
…ti donerò sincero
la mia fragilità
le mie insicurezze
le impurità nascoste,
ti porgerò poi…
la verginità della mia anima.
Ernesto Guevara de la Serna

 




Si è già trattato altrove, in occasione della mia partecipazione a Torino al Convegno sulla Terza Età della Coppia, di come si modifica la sessualità di coppia col passare del tempo, di quali possano essere le evoluzioni della relazione.
In quel caso il mio intervento era stato sull’avvento di internet come possibile sostituto di una relazione di coppia, laddove le difficoltà generate dalla sempre più dilagante tendenza a “liquefare” le relazioni, per il timore che la solidità possa ingabbiare in una specie di trappola, si possano presentare anche nella terza età.
In questa sede volevo concentrarmi sul mondo delle “emozioni”, su quell’arcipelago di sentimenti che animano una coppia che ha vissuto tanti anni assieme e che, necessariamente variano col passare degli anni. Le variazioni più evidenti cominciano dall’appassire del corpo: un pene non più così eretto, i seni che devono obbedire inevitabilmente alla impietosa forza di gravità, la pelle avvizzisce, le rughe non sono più solo di “espressione”, ma vanno a manifestare paure, incertezze, nuovi bisogni, l’avvicinarsi della morte. Ecco perché, se ci si ferma ad osservare il fisico, le coppie giovani sarebbero le uniche degne di uno sguardo prolungato. Ma, per fortuna nostra, per fortuna di chi, in coppia da tanti anni, ha dovuto assistere a cedimenti di vario tipo, c’è tutto il mondo delle emozioni che il corpo tenta di celare ma che, con prepotenza, nell’anziano, riemergono.
Il “valore” della coppia, intendo della coppia che dura, supera il valore dell’orgasmo. Questo concetto trova anche una spiegazione neurochimica ed il suo correlato biochimico è nell’ormone ossitocina che è non solo l’ormone dell’orgasmo, ma anche l’ormone della stabilità, del legame di coppia, dell’accudimento della prole. Il testosterone è, invece, sia nell’uomo che nella donna, l’ormone del desiderio urgente da soddisfare, del bisogno che non può essere procrastinato, che richiede un soddisfacimento immediato. In una “coppia” di qualsiasi età essa sia, ma comunque fondata sull’Amore il valore del NOI si antepone a quello dell’IO e del TU. Il NOI diventa una forza nuova, che non è data semplicemente dalla somma dei due elementi, perché da loro scaturisce una nuova entità autonoma, che ha vita propria. Quello che Sartre chiamava “essere per altri”. Ciò che diventa eccitante in un corpo nudo anziano non può più essere il corpo in sé, ma il NOI. Ed allora il coito diventa solo lo strumento fisico di un’unione già celebrata altrove, nella mente e nel cuore. E’ solo nell’amore di coppia che si può avere gioia sessuale. La sessualità che nel giovane rappresenta spesso lo strumento di affermazione narcististica, diventa nell’anziano, superate le prime fasi di incontro/scontro con un corpo che cambia, una condivisione, non più un predominio, non un dover dimostrare potere ma un “esserci”. Essere per se stessi, essere per l’altro, essere per quel NOI che diventa una pietra preziosa, che più invecchia, più va custodita.




Mai come nell’anziano si vede che il vero organo sessuale è il cervello. E’ quello che si arriva a penetrare con tenerezza ed ardore, più che una vagina, il mondo intero dell’altro. La sessualità anziana si infarcisce anche di ricordi, ma soprattutto di cerebralità ed intimità. L’uomo è l’unico animale che riesca ad avere orgasmi cerebrali. Gli altri animali, in cui prevale l’stinto, li hanno solo fisici. La sessualità diventa ricerca di qualcosa che è più prezioso: l’altrui e la propria intimità. Quella intimità che con l’anima nuda si mostra all’altro, senza il timore del giudizio, senza imbarazzo e che si arriva ad apprezzare molto più di una vigorosa erezione.
L’essenza della relazione risiede nella intimità, che va ben oltre un fallo eretto.
La sessualità diventa godere della presenza, delle parole dell’altro, dei suoi baci, del tempo che ci dedica. E’ voracità incontrollabile di stare insieme, ma per divorarsi, reciprocamente non la pelle, ma parole e pensieri.

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