Sintomi Cognitivi nel Disturbo Depressivo Maggiore: interessa così tanto a Psichiatri e Neurologi?

Sono usciti nel 2016 due studi italiani relativi all’interesse (“percezione”) di neurologi e psichiatri rispetto ai sintomi cognitivi in corso di disturbo depressivo maggiore.

Non ho potuto non notare due studi (1) (2), curiosamente aventi praticamente lo stesso titolo, che indagano la percezione di neurologi e psichiatri rispetto alla necessità emersa di riconoscere e di trattare i disturbi cognitivi eventualmente presenti in corso di depressione. Due gruppi di specialisti italiani, psichiatri e neurologi, quasi in contemporanea nel 2016, hanno attuato un sondaggio per valutare quanto sia “sentito” questo problema dai colleghi specialisti intervistati con il risultato che:

    • “Psychiatrists considered cognitive symptoms among the most relevant residual symptoms in MDD patients that compromise patients working and influence the relapse risk. The importance given to residual cognitive symptoms seemed not to be reflected by psychiatrists’ therapeutical choice. There is a gap between what psychiatrists know and what psychiatrists apply to their clinical practice reflecting the feeling of a therapeutical unmet need.” (Gruppo degli psichiatri)
    • “Cognitive symptoms appeared to be a relevant aspect in MDD and neurologists have a clear understanding of this issue. Nevertheless, the discrepancy between neurologists’ perception on cognitive symptoms and the antidepressant treatment highlights the feeling of an unmet need that could be filled increasing the awareness of existing drugs with pro-cognitive effects.” (Gruppo dei neurologi)

Bibliografia:

  1. Italian neurologists’ perception on cognitive symptoms in major depressive disorder. Neri G, Serrati C, Zolo P, Cataldo N, Ripellino C. Neurol Sci. 2016 May 7

  2. Italian psychiatrists’ perception on cognitive symptoms in major depressive disorder. Albert U, Brugnoli R, Caraci F, Dell’Osso B, Di Sciascio G, Tortorella A, Vampini C, Cataldo N, Pegoraro V. Int J Psychiatry Clin Pract. 2016 Mar;20(1):2-9

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