La Bibbia ed il Corano messi a confronto: quale dei due libri è più violento?

In questo periodo storico nel quale i valori dell’Occidente sembrano messi a dura prova dagli estremismi provenienti dal mondo islamico è ragionevole interrogarci su quali siano le basi culturali che sostengono i gesti di terrorismo che hanno colpito così duramente l’Europa e gli Stati Uniti dall’attacco alle Torri Gemelle di New York ad oggi. Per farlo con modalità scientifiche puo essere interessante riflettere sui risultati di un’analisi condotta sul contenuto della Bibbia e del Corano da parte di Tom Anderson, informatico ed esperto di analisi linguistica il quale ha sviluppato un algoritmo, che ha chiamato Odin Text, con il quale ha analizzato la Bibbia ed il Corano. Per la Bibbia cristiana è stata usata la New International Version (NIV), mentre per il Corano The Holy Qur’andi Maulana Muhammad Ali, in ragione della sua maggiore diffusione. In un post pubblicato sul suo blog, l’esperto del web ha spiegato che “per realizzare il progetto si è ispirato al dibattito pubblico in corso dopo i recenti attacchi terroristici collegati al fondamentalismo islamico”. Il software ha analizzato otto emozioni (gioia, attesa, rabbia, disgusto, tristezza, sorpresa, paura/ansia, fiducia) eseguendo in maniera fredda e neutrale una scansione in grado di rivelare le tendenze nel vocabolario utilizzato, entro i limiti delle parole chiave e dei sinonimi scelti. Ecco il grafico dei risultati:

Sentiment-Analysis-Bible-Quran

 




Nella Bibbia, Vecchio e Nuovo Testamento, viene utilizzato il concetto di rabbia più che nel Corano ed in quest’ultimo viene lasciato più spazio ai concetti di “gioia” e di “fiducia”, così come alla paura e l’ansia. “Sorpresa” e “disgusto” hanno pari spazio in entrambe le opere. Per quanto riguarda il sentimento di “amore”, è due volte più presente nel Nuovo Testamento che nella Scrittura musulmana, mentre il Vecchio Testamento se la gioca con il Corano alla pari. Invece, per quanto riguarda la violenza concretamente agita, le parole “omicidio” e “distruzione” si trovano nel 2,8% dei contenuti del Nuovo Testamento e nel 5,3% dell’Antico, contro il solo 2,1% nel Corano. L’Antico Testamento, curiosamente, detiene il record di riferimenti per quanto riguarda la menzione del concetto di “nemici” e, parallelamente, anche il “perdono” è più rappresentato nel Corano rispetto alla Bibbia. Una seconda analisi di conferma, utilizzando altri parametri del software, ha effettivamente confermato come l’Antico Testamento sia molto più violento del Nuovo, superando di ben due volte addirittura il Corano. Il risultato finale è dunque inequivocabile: l’Antico Testamento sembra essere il libro più violento. “Abbattimento e distruzione vengono citati più spesso nel Nuovo Testamento (2,8%) rispetto al Corano (2,1%), ma l’Antico Testamento ha fatto registrare addirittura il doppio delle menzioni relative alla sfera emozionale presa in esame (5,3%)” afferma l’ingegnere di New York. Infine Tom Anderson afferma: “L’obiettivo non era quello di provare o smentire che l’Islam fosse la più violenta tra le religioni. Sappiamo perfettamente che Antico, Nuovo Testamento e Corano non sono gli unici insegnamenti presi in esame dai credenti di Islam, Cristianesimo ed Ebraismo”.




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