Volete provare ad andare in pista con la moto? Se lo volete davvero eccovi i consigli dello psichiatra su come rompere il ghiaccio e prepararvi!

Il mio lavoro di medico, psichiatra e psicoterapeuta unito alla passione sfrenata per la moto e per il fitness credo mi permetta di poter fare qualche considerazione psicologica di base e dare un pò di consigli a quei motociclisti che iniziano ad approcciarsi alla pista.

Vorrei iniziare dicendo che la guida in pista cambia profondamente un motociclista. La ragione di questo cambiamento sta nel fatto che, a meno che non siate dei pazzi sfrenati e degli irresponsabili, su strada non potrete mai arrivare al limite vostro e del vostro mezzo. Sulla pista, invece, avviene una cosa molto importante: il motociclista ha la possibilità di conoscere se stesso e la propria moto. Questo per molte persone che fanno gli “streetfighters” della domenica può essere un problema dato che su strada spesso ad andare forte sono le persone che prendono più rischi nei sorpassi, nelle manovre in prossimità con altre moto, nelle curve cieche e via dicendo. Quindi su strada chi va forte è spesso il più irresponsabile, non il più bravo, dato che, ad esempio, un sorpasso in curva cieca ti fa sicuramente andare in testa ad un gruppo di amichetti streetfighters ma la verità è che sei prima di tutto un pirla. Se tu sia anche un bravo motociclista, nessuno lo sa, neppure tu. Quindi molte persone possono essere preoccupate di andare a testarsi su di un circuito perché, molto probabilmente, scopriranno che non sanno andare in moto bene come pensavano.
In realtà l’approccio vincente, in strada come in pista, è di competere sempre e solo con noi stessi con l’obiettivo principale di aumentare la nostra conoscenza delle tecniche di guida e non il nostro grado di irresponsabilità. Questo significa essere disposti a mettere in crisi le nostre sicurezze e la nostra convinzione di essere dei piccoli Casey Stoner. Il voler iniziare questo processo di evoluzione ci dice molto su di noi e sul perché vogliamo essere motociclisti. Badiamo alla forma o alla sostanza? Siamo dei narcisi schiavi del giudizio degli altri o vogliamo davvero raggiungere buoni livelli di competenza sul nostro amato mezzo? Abbiamo voglia di eccellere in uno sport per davvero o di morire nell’illusione di essere già troppo bravi?




Un’altra considerazione. Spesso ci lamentiamo che andare in pista è costoso. Ok, è sicuramente vero. Io però vedo questa considerazione uscire dalla bocca di amici che comprano ultimi modelli di moto ogni anno, una tuta nuova all’anno, caschi da 1000€ e riempono la moto di pezzi di carbonio e accessori allucinanti. Per molti di noi la”passione per la moto” viene confusa con la “passione a spendere soldi per comprare cose”. E’ come se ci si preparasse sempre per qualche grande impresa che non arriverà mai. Ebbene io credo che la più grande impresa che possa compiere una persona sia quella di conoscersi e di sperimentarsi e questo può avvenire solo in un modo ovvero cercando di uscire dalla zona di comfort che ci costruiamo miscelando consumismo, megalomania ed irresponsabilità. In sintesi molti di noi preferiscono sembrare motociclisti che vivere da motociclisti.
Tecnica di guida e forza di volontà sono qualità indispensabili per ogni sport che non si incarnano automaticamente nel corpo di ognuno di noi nel momento in cui si indossa la tuta, si cala la visiera del casco e si esce dai box. Queste doti si sviluppano tramite conoscenze tecniche e tante ore passate con il sedere sulla moto, durante ogni esperienza in pista, e ogni volta che si entra e si esce dal circuito si impara qualcosa in più. Per questo è importante non prefissarsi da subito obiettivi impegnativi, ma entrare in questo mondo con l’ottica di scoprire questo nuovo “gioco” con i ritmi e le proprie misure, confrontandosi con chi ha un po’ di esperienza in più. Capire quanto si possa piegare anche a basse velocità, capire quanto sia possibile ritardare la frenata senza poi il bisogno di aggrapparsi ai freni, come sia importante mantenere se stessi e la propria muscolare il più rilassati possibile durante la guida.
Forse la regola pratica più importante è questa dimenticatevi della velocità. Questo è quasi il contrario di quella che è stata la spinta per molti di noi all’acquisto di una moto, ovvero essere veloci. Ma essere veloci non coincide con la velocità del tachimetro. Non è infrequente su strada come su pista non riuscire a stare dietro con un 1000cc ad un 600cc. La risposta è perchè a contare sono le traiettorie e le staccate. Quindi dimenticatevi l’esistenza del tachimetro e se potete copritelo proprio, con del nastro di carta; molti neofiti hanno il vizio di guardare la velocità a cui arrivano nei rettilinei per poi raccontarlo dopo agli amici. Altri invece possono avere la reazione opposta, ovvero essere invasi dalla paura e finire dritti in una curva. L’approccio giusto su pista, superata l’ansia iniziale, sarà quello di muoversi come se fosse in pista da soli azzerando lo spirito competitivo per un numero di uscite abbastanza alto. Il vostro obiettivo sarà quello di scoprire quali sono le traiettorie che vi faranno andare veloci.




Infine, anche se non siete piloti professionisti, vale la pena considerare l’aspetto fisico dato che, se proverete l’esperienza della pista, scoprirete quello che non tutti sanno: la guida in pista è estremamente faticosa. La ragione della fatica è legata sia allo sforzo fisico, sia a quello psicologico della concentrazione e sia all’emozione delle “prime volte”. Sul piano fisico è sconsigliabile l’approccio alla pista da parte di persone sovrappeso, debilitate che non abbiano una buona preparazione fisica. Io credo che se non riuscite a correre al parco per 40 minuti con tranquillità non vi divertirete un gran chè in pista dato che vi stancherete presto, perdendo energia, entusiasmo e concentrazione, rischiando anche di farvi male. Inoltre un po di allenamento in palestra con i pesi per chi guida una superbike è assolutamente consigliato per rinforzare polsi, avambracci, pettorali e gambe. Rispetto all’alimentazione, il consiglio è di non esagerare assolutamente con la quantità di cibo durante la sera prima della giornata in pista, evitando completamente l’alcol. Può essere molto funzionale invece una buona dose di carboidrati, in particolare le maltodestrine e gli zuccheri di pronta assimilazione. Scontata poi è una bella e lunga dormita la notte prima. Per la mattina invece il consiglio è di fare una colazione non pesante iniziando sin da subito ad idratarsi molto con bevande specifiche. Portatevi qualcuna di queste bevande ricche di sali minerali (gatorade e simili) perché, soprattutto col caldo estivo, suderete tantissimo ed una buona idratazione è fondamentale per mantenere un’efficienza fisica e una lucidità mentale adeguata all’impegno. Evitate invece i cosi detti Energy-Drink che, in cambio di una fasulla carica energetica, andrebbero solo ad aumentare il vostro già presumibilmente alto livello di ansia da prestazione, infatti redbull & co. così come il caffè non sono mai serviti in nessuno sport. E ora andate e divertitevi in pista!




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