Scoprite i principali concetti che stanno alla base del mestiere di Genitore

Fare il genitore è un forma d’arte, ma anche una attivitò che Freud inseriva nei “mestieri impossibili”. Educare un bambino non è per niente facile. Negli anni ’70 nacquero numerose scuole di pensiero che, con estrema sicurezza, asserivano di aver trovato la formula perfetta per questo mestiere, ma il manuale per crescere un bimbo dotandolo di quelle caratteristiche per farlo diventare, un giorno, un adulto felice ancora non esiste. Inoltre fare da genitore a due figli diversi spesso risultano essere due “lavori” diversi. Questo perché la professione di genitore è una questione di relazioni e sappiamo bene che nelle relazioni non ci sono mai vere e proprie regole perché dipende sempre dai singoli individui che danno vita alle relazioni specifiche.
Quante volte ci succede di temere di commettere errori e persino di non raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati con i nostri figli? In ogni caso, c’è qualcosa che dovete sempre tenere a mente: non è necessario essere “il genitore perfetto”; ma semplicemente, essere un buon genitore, una guida, un appoggio. E se il genitore perfetto non esiste, sicuramente esistono genitori più attenti e rispondenti ai bisogni dei propri figli. Per un genitore è di fondamentale importanza riuscire a favorire nel figlio non solo una crescita adeguata sui piani:
Fisico
– assicurandogli il nutrimento più adeguato;
– tutelando la sua salute;
– fornendogli la giusta protezione;

ma anche una crescita adeguata sul piano

 Emotivo
– stimolando in lui lo sviluppo di una buona autostima;
– dandogli fiducia;
– mostrandogli attenzione;
– essendo disponibile a risolvere insieme a lui le eventuali difficoltà;
– aiutandolo a descrivere e gestire le proprie emozioni;

 Intellettivo
– facendogli sviluppare le abilità di lettura, scrittura e calcolo matematico;
– supportandolo negli apprendimenti scolastici;
– insegnandogli nuove abilità;

e Sociale
– favorendo in lui lo sviluppo di un senso morale, aiutandolo a costruirsi un sistema di valori, principi e regole socialmente accettabili;
– stimolando in lui la comprensione e l’aiuto degli altri.




Madre e padre rappresentano per i figli un modello a cui ispirarsi, sia pure inconsapevolmente. Non è infrequente, infatti, verificare come ragazzi i quali durante l’adolescenza hanno apertamente contestato il modo di fare del proprio genitore, da adulti manifestino né più né meno lo stesso atteggiamento educativo nei confronti dei propri figli. Non dovete ossessionarvi per trovare una soluzione a tutti i problemi che i vostri bambini potranno avere. A volte è meglio stabilire “mezzi” e “strategie” per dar loro la possibilità di trovare da soli la soluzione ideale. Ed è qui che le parole diventano fondamentali nell’educazione di un bambino. Ecco alcune riflessioni che vi proponiamo rispetto all’educazione di un bambino sotto forma delle parole chiave più importanti:

1. Fiducia
La fiducia rimane probabilmente il fulcro di ogni forma di relazione; da essa dipende che un rapporto tra due persone si possa sviluppare, approfondire, cementare. Se è fondata sulla fiducia, una relazione può diventare fonte di gratificazione per chi ne è coinvolto direttamente. L’amicizia, l’amore, la fraternità, gli stessi rapporti tra colleghi di lavoro non reggerebbero se alla base non ci fosse la convinzione che ci si può fidare gli uni degli altri. Dare fiducia ai figli è una base essenziale per far sì che crescano sicuri e autonomi. Non bisogna mai essere iperprotettivi verso i figli. Si tratta di un atteggiamento che impedisce loro di vivere esperienze dalle quali trarre i propri insegnamenti. Questo comportamento è sbagliato. La frase “io ho fiducia in te”, invece, obbliga i bambini, fin da piccoli, a essere responsabili, a capire che hanno l’appoggio incondizionato dei genitori così che possano fare i primi passi nella vita con sicurezza e decisione. “Mostra fiducia, con il tuo atteggiamento prima che con le parole. Forse non eviterai l’errore ma avrai fatto crescere una persona“. Come si traduce questo in pratica?… con la necessità di permettere ai ragazzi di poter sbagliare. Impedirglielo significherebbe rallentare e a volte bloccare irreparabilmente la loro maturazione affettiva e caratteriale. Che imparino a prepararsi lo zaino da soli; e se un giorno dimenticano per l’ennesima volta il vocabolario di latino, meglio che prendano quattro nella versione piuttosto che scapicollarci noi per portarglielo a scuola. Che imparino a rifarsi il letto; è scandaloso che a sedici anni non sappiano farselo perché ci ha sempre pensato la mamma. Che sappiano farsi da soli i calcoli per arrivare a fine mese con la paghetta che diamo loro. All’inizio sbaglieranno ma impareranno poco a poco a gestire i soldi. Che sentano la nostra fiducia quando chiedono di uscire con gli amici. Se ci dicono che rientreranno a mezzanotte, non iniziamo a chiamarli già dalle dieci per verificare se si stanno avviando verso casa. Condividiamo con loro le regole, rendiamoli partecipi dei programmi, anche se sono ancora troppo giovani. Il sentirsi coinvolti accresce in loro l’autostima e anche la stima che hanno nei nostri confronti.
2. Emozioni
Cerchiamo di sensibilizzarli, iniziando a facolizzarsi sull’emozione che si prova quando si compie un determinato gesto. I bambini devono imparare da subito quanto è importante “sentire la loro vita al massimo, con allegria e integrità”. Attualmente viviamo un tempo caratterizzato dalla velocità e da tanti stimoli che non ci permettono di soffermarci a lungo sulle esperienze sia per noi genitori che per i bambini. Gli stimoli producono emozioni e le emozioni, comportamenti. Oggigiorno, noi genitori prestiamo attenzione soprattutto allo sviluppo motorio, del  linguaggio, e cognitivo dei nostri figli tralasciando un aspetto importante della loro crescita: LE EMOZIONI. Conoscere in quale momento dello sviluppo del bambino emergono le emozioni è importante non solo per verificare il percorso di crescita, ma anche per consentire a noi adulti di interagire con lui a secondo delle possibilità del bambino. Il concetto che sta alla base dell’utilizzo delle emozioni nell’educazione dei figli è quello di “allenamento emotivo”: esso si basa sulla la capacità di immedesimarsi nei nostri figli, di provare empatia nei loro confronti. Sfortunatamente l’allenamento emotivo non viene naturale a tutti i genitori solo per il fatto di amare i propri figli. Il genitore allenatore è quel genitore che riesce sempre a mettersi nei panni del figlio, che nelle emozioni, anche negative, vede un’occasione di crescita, e che di conseguenza riesce a gestire i momenti di crisi con maggior pazienza, accettando e ascoltando tutti i sentimenti del figlio anche rabbia, tristezza, paura, senza minimizzare, sottovalutare o deridere queste emozioni. Di sicuro non dovrà essere un genitore permissivo: accetta i sentimenti, ma non i comportamenti, che se sbagliati vanno corretti.




3. Comprensione

La parola “comprendere” deriva dal latino, composto di [cum] con e [prehendere] prendere; significa contenere, capire. Ciò che conteniamo ci è dentro, ci appartiene, ci abita. Ciò che capiamo entra a pieno titolo a far parte del nostro patrimonio di mente e di cuore. Quando incontriamo una nuova informazione sul nostro cammino di genitori, se il nostro interesse è risvegliato possono accadere due cose: la accogliamo oppure la respingiamo.
Vi siete mai chiesti cosa determina la scelta? Perchè ci sono novità alle quali apriamo le braccia e altre che rifiutiamo con decisione? Ciò che ognuno di noi è nel momento presente deriva dalla storia di vita precedente; le nostre esperienze, specialmente quelle dell’infanzia, ci hanno costruito e costituito e hanno formato il modo in cui il nostro cervello – e, quindi, la nostra mente – funziona. Per cui, ogni nuova informazione che incontriamo, viene passata al vaglio e filtrata dal nostro modo di essere, dalle credenze, dalle abitudini, dai valori, dai dolori e dalle gioie di ieri e di oggi. Ecco: proviamo a soffermarci sul nostro modo di essere e pensare e cerchiamo di capire come tutto ciò influisce sul nostro approccio alle novità. I bambini devono imparare da quando sono piccoli l’importanza di capire gli altri e di mettersi nei loro panni. È fondamentale che la conoscenza intellettuale e quella emotiva siano equilibrate. Non basta capire le nozioni educative, sapere le tabelline, capire le idee esposte in un testo. Dobbiamo aiutare i figli a porsi sempre più domande, anche se le risposte non le sappiamo trovare. Aiutare i nostri figli a voler comprendere i motivi per cui accade qualcosa, le conseguenze di scelte e azioni, il modo in cui funziona il mondo. Se non hai una risposta potete trovarla assieme, è importante però non dire mai “perché si/perché no” oppure “perché lo dico io!”. La curiosità e la voglia di sapere devono sempre essere incoraggiate, anche se a volte si è stanchi o presi da molte difficoltà. Dovete fare in modo che i bambini capiscano anche il complesso mondo delle emozioni, che le rispettino e che siano in grado di esprimersi, parlare delle proprie emozioni, di ciò che preoccupa loro, di ciò di cui hanno bisogno.
4. Condivisione
Se vostro figlio è felice perchè gli avete comprato una bici nuova, lasciate che possa esternare la sua felicità con amici e parenti e insegnategli l’atto della condivisione; invitate vostro figlio a condividere ciò che ha con chi gli sta intorno: amichetti, cuginetti. Se insegnate ai vostri figli questo pilastro essenziale, eviterete di crescere bambini egoisti che pensano solo a loro stessi e che mettono le proprie necessità davanti a quelle degli altri. Se imparano a condividere ciò che hanno, riusciranno a stabilire relazioni sociali più intime e sicure, avranno buoni amici e, in futuro, avranno rapporti affettivi più solidi. Non basta stare con loro, magari in modo a volte svogliato o impaziente. Vale invece condividere con loro, partecipare con loro al gioco, alle battute, a stramberie, scherzi, bambinate. Uno stratagemma per decidere di cominciare: quando fanno confusione prima di andare a letto e il baccano aumenta, immaginare quando saranno andati via. Immaginare, visualizzandola, quella stessa stanza ora piena di giochi (dinosauri, burattini decapitati e matite colorate sparse a terra…), vuota, silenziosa, con gli stessi giocattoli sulle mensole impolverate. Riportare la scena sull’oggi e riconsiderare quella confusione come preziosa. Momenti brevi e fugaci che non potranno mai tornare indietro.

5. Amore
L’Amore è la principale forma di energia presente nell’Universo, anzi è l’Energia. Se partiamo dal presupposto che all’origine della creazione c’è stata una causa (che possiamo formalmente identificare con il big bang o con il “fiat lux” o con quello che ci pare), sarà inevitabilmente conseguente il fatto che tutto ciò che ora è, deriva dall’evoluzione di questa causa originaria e quindi ogni cosa che è, è in essenza tale causa. Per far sì che i vostri figli crescano felici, è necessario anche che “imparino ad amare loro stessi”. L’autostima è molto importante per crescere sicuri e maturi. Amare se stessi ed essere in grado di dimostrare amore agli altri è, senza dubbio, la base per sviluppare l’intelligenza emotiva dei bambini. È quindi necessario dare importanza a questa parola ogni giorno. L’amore, la fiducia, il saper condividere e la comprensione sono ponti necessari per raggiungere il futuro come adulti felici. Amare vuol dire volere il bene dell’Amato, a prescindere da tutto. Amare come genitore significa aiutare unicamente i propri figli ad essere sé stessi. Questo è il vero ruolo di un genitore. Non possiamo razionalmente sostenere di Amare davvero i nostri figli quando lavoriamo per indurli a trasformarsi nella proiezione delle nostre ambizioni, anche se siamo profondamente convinti di farlo unicamente per il loro bene. Alcuni genitori ad esempio danno per scontato di amare i figli, ma questi non sentono il loro amore, ad esempio quando un padre dice al figlio: “Ma di che cosa mi rimproveri, io ti ho dato tutto”, il figlio può dire: “Papà tu non mi ascolti mai, non tieni conto di quello che dico” oppure una madre può meravigliarsi se sua figlia non vuole trovare il lavoro da lei consigliatole, perché non tiene conto di quello che vuole e desidera sua figlia. Se un genitore dice al figlio: “Io non ti ho fatto mancare mai nulla” ma poi era spesso assente a casa, o non comunicava quasi mai col figlio, o non gli chiedeva quali fossero i suoi desideri, i suoi progetti, cosa ne pensava del mondo, cosa lo affascinava di più, ecc. Ecco potete vedere anche voi come in questi casi non c’è una vera e propria Comunicazione sul piano verbale ed emozionale che possa dirsi Giusto o Equilibrato.
Una cosa è Amare, un’altra è “Far Sentire il Proprio Amore” coi fatti, con la presenza personale, con l’Esempio, dandogli Fiducia, lasciando la Libertà senza metterli in pericolo, col buon senso naturalmente, Comunicando con loro, Esprimendo le proprie Emozioni, Dicendogli che siete contenti di loro quando fanno una cosa Buona e Valida, Comprendendoli quando sbagliano, Aiutandoli quando ne hanno Bisogno, Accettandoli per Come Sono, Aumentando la loro Autostima, Trasmettendogli i Valori, Consigliando loro senza essere oppressivi.




Educare un figlio è un compito complesso e delicato perché l’arrivo di un figlio comporta una trasformazione sia per la persona che per la coppia e i suoi equilibri. Provoca felicità, ma anche paure e incertezze. Ogni persona infatti vive questo momento con i propri timori, aspettative, sogni e convinzioni ed è importante parlarne all’interno della coppia, per trovare insieme un equilibrio nuovo e imparare a cambiare insieme alla vita che cambia. Educare e crescere i bambini è un’avventura che bisogna affrontare giorno dopo giorno con pazienza, dedizione e amore. L’educazione dei figli richiede quindi dedizione, pazienza e tempo, non dobbiamo preoccuparci per loro, ma occuparci di loro: ogni  comportamento dei genitori è educativo solo se riempito d’amore. Non abbiate paura di sbagliare: nessuno è perfetto quando si danno consigli o quando bisogna fare da esempio. La cosa più importante è che i vostri bambini sappiano sempre che volete loro bene e che, indipendentemente da cosa faranno, avranno il vostro appoggio e la vostra vicinanza.

zz-Sophronia-Wilcox

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