Il mestiere del Blogger: qualcuno è un autore, qualcun altro è un DJ

E’ questa una piccola riflessione sul fenomeno dei blog del quale anche io faccio, chiaramente, parte. Il mestiere del blogger, dove la parola “mestiere” è un’iperbole ironicamente voluta che sottolinea quanto possa essere importante per alcune persone esprimersi, credo sia scelto per plurimi scopi: gratificazione narcisistica, promozione personale, voglia di esprimersi, desiderio di confronto. Le mie motivazioni a scrivere sono una miscela di tutte queste ragioni, credo e ho impostato questo blog come taccuino per meglio ricordare mie riflessioni o momenti di vita o eventi che desidero rimangano e che voglio condividere con gli amici che mi leggono. Ogni tanto alcuni post possono prendere addirittura la direzione per essere visti come piccoli articoli su argomenti che sento di conoscere. Quello che personalmente mi ripaga è sempre l’idea di aver prodotto un contenuto originale. Intendiamoci filosoficamente, nell’ambito di qualsivoglia produzione creativa (musica, scrittura, design, arte in generale), il termine “originale” è assolutamente opinabile dato che in quasi ogni lavoro dell’uomo c’è sempre un “prima” che ne ha improntato la genesi e, forse, il pensiero dell’uomo procede in avanti grazie ad una concatenazione virtuosa di idee nella quale ognuno di noi fornisce il suo piccolo contributo aggiungendo una sfumatura originale, un punto di vista imprevisto che era magari sfuggito ad altre persone. Seguendo il titolo di questo post vorrei portare una analogia con il mondo della musica. Ai giorni d’oggi in ambito musicale ci sono gli autori, ovvero i musicisti che tentano di creare nuove sequenze armoniche, nuove linee di melodia, imprevisti ed originali cambi di ritmo e poi ci sono i DJ che prendono quanto prodotto da altri e lo ripropongono remixato, spesso ricontestualizzato in maniere nuove ed ardite, al pubblico. Nella musica, sebbene alle volte i musicisti critichino i DJ e viceversa, questi due lavori convivono in maniera molto produttiva e si influenzano reciprocamente; alle volte sono addirittura i DJ che, con spirito dissacrante, suggeriscono nuove vie a chi produce musica “originale”. Alle volte DJ e musicisti sono addirittura la stessa persona. Quello che non funziona, a parer mio, e non sapere a cosa si sta lavorando. Adesso sono un DJ od un musicista? Sono consapevole se sto producendo un contenuto originale oppure, magari senza volerlo, un plagio? I blogger che copiano e basta ormai non esistono più grazie proprio alle caratteristiche della rete: google riconosce i contenuti prodotti tramite un copia ed incolla e spesso li segnala o li limita nell’accesso. Rimanendo sempre in ambito musicale, è possibile sicuramente usare lo stesso titolo di una canzone se poi la canzone che ho fatto è congruamente diversa nelle atmosfere e nei contenuti da quella che ne ha dato il nome. Oppure, tornando nella blogosfera, posso usare alcuni concetti di un post scritto da altri se però li metto insieme (li remixo!) con modalità nettamente originali, altrimenti è un plagio (ovvero contenuto di fatto uguale espresso in forma diversa) che non aggiunge nulla alla mia produzione a meno che non voglia solo sfruttare un intuizione avuta da altri, un po camuffata, per aumentare il numero di letture del mio blog. Ripeto, se un blogger lavora solo per promozione personale non credo si farà molti problemi a plagiare contenuti. Ovviamente nessuno copia contenuti nel 2015, la maggior parte delle persone “copiano” solo l’intuizione avuta da un altro e poi la riscrivono con parole nuove, ma il gioco del plagio (ripeto, contenuto uguale in diversa forma) è fatto: nessuno farebbe mai un saggio dal titolo “L’interpretazione dei sogni” visto la diffusione e l’autorevolezza di Freud, ma molti possono remixare post di blogger sconosciuti che hanno magari avuto una buona idea nell’appaiare in maniera nuova concetti vecchi e nuovi. Se una persona sente il bisogno di produrre parole, idee o immagini per esprimere autenticamente se stessa, dovrebbe avere come primo obiettivo l’onestà intellettuale. In ambito artistico si può fare (quasi) tutto, basta sapere cosa si sta facendo e per quale scopo. Altrimenti avremo solo qualche fan in più un po inconsapevole, magari anche molti, e magari il nostro sito o blog crescerà ma ci dovremo scordare la soddisfazione tutta personale ed autentica di essere, nel nostro piccolo, autori di un pensiero. Se poi vogliamo solo auto-promuoverci o impostarci su di una gratificazione narcisistica pura la rete ci insegna quali sono i contenuti, stereotipati, sterili, “usa e getta”, che vanno di più. Concludo con una massima esistenziale molto contemporanea: se qualcuno ti remixa (o ti plagia) vuol dire che esisti.

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