Volete aiutare a rendere l’Italia un posto migliore? Informatevi su cosa è il “Whistleblowing” e fate il vostro dovere denunciando le cose sbagliate

Non esiste una traduzione esatta in italiano della parola “whistleblowing“. Potremmo dire che questo termine ha a che fare con lo “spifferare” qualche cosa a qualcuno. Messa giù così fa accapponare la pelle all’italiano medio dato che viene subito in mente l’espressione “fare la spia”. Il termine non trova una traduzione adeguata in italiano, proprio perché manca il riconoscimento socio-culturale del concetto corrispondente, che in ambito internazionale viene invece valorizzato da tempo. Come ha ben colto il comico Crozza nella sua imitazione del Senatore Antonio Razzi, in Italia siamo abituati a sentirci dire (e a dirci a vicenda) di “farci i cazzi nostri“. In tutto il mondo civile, in particolare modo in quello anglosassone, il whistleblowing è molto diffuso dato che ogni persona che tiene al proprio paese dovrebbe avere voglia di denunciare irregolarità, corruzione e crimini che riguardano la pubblica amministrazione o le aziende in cui si lavora. In Italia l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) pubblica le sue linee guida per il whistleblowing nel maggio 2015 ma, che io sappia, quasi nessun italiano ad oggi è consapevole di quanto questo strumento potrà aiutare la pubblica amministrazione e la sanità in Italia. Il “whistleblower” (alla fine traducibile letteralmente come “soffiatore nel fischietto”) è il lavoratore che, durante l’attività quotidiana all’interno di un’azienda, rileva una possibile frode, un reato o un serio rischio che possa danneggiare clienti, colleghi, azionisti, il pubblico o la stessa reputazione dell’impresa o ente pubblico in cui opera; per questo decide di segnalarla, per aiutare. Il “whistleblowing” è uno strumento legale, già collaudato da qualche anno, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, per informare rapidamente al riguardo di pericoli sul luogo di lavoro, frodi, danni ambientali, false comunicazioni sociali, negligenze mediche, illecite operazioni finanziarie, minacce alla salute, casi di corruzione, concussione, comparaggio e molti altri ancora. E’ evidente come i lavoratori siano i primi in grado di intuire o osservare direttamente eventuali anomalie all’interno di un`impresa, di un ente pubblico o di un`organizzazione e sono i dipendenti che vi lavorano che sono in una posizione privilegiata per segnalare e spiegare queste irregolarità.

Facciamo un esempio. Sei un dipendente di un comune e vieni a conoscenza di un illecito? Da un po di tempo hai gli strumenti per segnalarlo in forma anonima o meno ad un ufficio che si occupa di ricevere le “soffiate” che approfondirà quanto da te riportato per valutare se procedere o meno con una indagine anche in collaborazione con la Procura e le Forze dell’Ordine. Segnalare una irregolarità è un gesto di alta civiltà e non è “fare la spia”, vuole dire che ci sentiamo cittadini attivi nel tutelare le risorse dello Stato.

Lavorate in un Ospedale, in una ASL, in un Comune o in un ufficio pubblico? Avete osservato un illecito? Un caso di corruzione? Un vero e proprio reato contro la pubblica amministrazione? Cercate quale è l’ufficio che si occupa di raccogliere le segnalazioni e andate a fare il vostro dovere come “Whistleblower”. Se non lo farete vi pregherei di non lamentarvi più dell’Italia.

Per approfondire, eccovi alcuni articoli dal sito http://www.whistleblowing.it
Articolo a più puntate Il “whistleblowing”, strumento di partecipazione civica di Federica Rachele Badano per Fisco Oggi – 4-7-13 maggio e 1 giugno 2015 link

Articolo Whistleblowing, finalmente si discute in Parlamento la proposta M5S di Gherardo Liguori per Il Fatto Quotidiano – 12 maggio 2015 link

Articolo Whistleblowing negli enti di ricerca: la strada da fare è ancora lunga. E tutta in salita di Franco Mostacci per Il Foglietto – 12 maggio 2015 link

Articolo Corruzione, ecco il whistleblower all’italiana. Cantone detta le regole di Elena Ciccarello per Il Fatto Quotidiano – 8 maggio 2015 link

Articolo Incentivare chi denuncia. In America si fa così dell’ambasciatore USA in Italia John Phillips per SicurezzaCGS – 4 maggio 2015 link

Articolo Anche a Firenze puntare sulle misure preventive alla corruzione conviene: ma il whistleblowing funzionerà? di Giuseppe Macrina per PensaLibero.it – 5 aprile 2015 link

Articolo Premiare chi denuncia di Luigi Zingales per Il Sole 24 Ore – 26 marzo 2015 link

Articolo Perché l’Italia non è un paese per whistleblower di Vitalba Azzollini per La Voce – 24 marzo 2015link

Articolo Whistleblowing italiano a metà: segnalazioni anonime con nome e cognome di Guido Scorza per Il Fatto Quotidiano – 12 marzo 2015 link

Articolo Denunciare i colleghi non è fare la spia di Marilisa Palumbo per il Corriere della Sera – 28 febbraio 2015 link

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